I Convegni di AvaEva

Una volta l’anno, solitamente d’autunno, AvaEva organizza un convegno tematico. È l’occasione per le donne della generazione delle nonne di approfondire con l’aiuto di specialiste uno o più temi che le riguardano. I successivi ateliers permettono poi alle partecipanti di ritrovarsi per riflettere e scambiare idee ed esperienze inerenti ai temi proposti. Un momento artistico e conviviale chiude la giornata in un’atmosfera gioiosa.

6° Convegno 2018: Incontrare la vecchiaia

6° Convegno: sintesi

Casa del Popolo, Bellinzona – 25 ottobre 2018

 

Introduzione

Norma Bargetzi, coordinatrice di AvaEva, apre la giornata dando a nome del comitato il benvenuto alle presenti ed esprimendo il piacere del ritrovarsi con coloro che già si conoscono e con tante altre che partecipano per la prima volta.
AvaEva è attiva ormai da 5 anni, un lustro che nella sua etimologia significa: lucente, che rileva uno stato di benessere. AvaEva in questi 5 anni di attività si è fatta portavoce di temi importanti relativi all’invecchiamento femminile dando luce a risvolti spesso “in ombra” di una tappa di vita per la quale non esistono modelli a cui riferirsi. Augura che anche la giornata odierna sia sotto l’auspicio di questa definizione: stare bene assieme!

Norma Bargetzi trasmette i saluti di tante avaeve che per diversi motivi non possono essere presenti.
Trasmette pure i saluti di Jessica Schnelle, responsabile del progetto Generazioni del Percento culturale Migros, che augura una giornata proficua e aggiunge: “Bello come siete riuscite a continuare il lavoro da quando vi siete costituite in associazione! Complimenti per come riuscite a dare spazio ai temi importanti che concernono le donne della generazione delle nonne. Donne come voi sono necessarie!”
Silvia Vigetti Finzi, già relatrice al Convegno di AvaEva 2014, ci trasmette i suoi saluti: “Io vi trovo bravissime e partecipo con la mente e con il cuore a tutti gli eventi. È vero che viviamo in un’epoca di individualismo ma per noi, vissute in epoche migliori, questa limitazione non vale, almeno a mio avviso. Colgo l’occasione per augurarvi il successo che le vostre iniziative meritano.”

Norma Bargetzi presenta le membre del comitato: Daniela Abruzzi, Romana Camani-Pedrina, Raquel Galli Zirpoli, Frieda Lüscher, Barbara Stämpfli e Anita Testa Mader. Introduce poi al tema della giornata attraverso una vignetta inviatale da Daniela Abruzzi, attualmente all’estero:

 Mafalda Vintage

 

Noi la vecchiaia la vogliamo incontrare diversamente. Attraverso spazi di scambio, condivisone, riflessione e approfondimento dei temi che ci concernono in prima persona a livello individuale ma anche collettivo. Spazi creativi, intimi, che vanno dall’occuparsi della morte, alla condivisone durante camminate attraverso percorsi particolari, dalla riflessione sui valori trasmessi o forse anche persi, alla sessualità femminile over 60 quale grande tabù. L’invecchiamento al femminile è il nostro tema, ecco perché desideriamo chinarci in un contesto allargato quale quello del convegno su questo tema. Con la fiducia reciproca che ormai ci contraddistingue, in un’atmosfera di amicizia e solidarietà, e con il prezioso contributo di un’esperta in temi di femminilità ed anzianità.

Relazione di Marina Piazza: Incontrare la vecchiaia > Leggi

Presentazione di testimonianze:
–  di bambine e bambine della scuola d’infanzia di Pregassona
– disegni di un gruppo di esploratori
– scritti di giovani d’ambo i sessi che hanno risposto con disegni e testi allo stimolo “donna anziana”
   > Guarda la galleria disegni piccoli > Guarda i testi dei piccoli

 

Sintesi dei colloqui nei gruppi

Nel pomeriggio le partecipanti si sono suddivise in tre gruppi per discutere e approfondire tra loro le riflessioni sui temi sollevati nella mattinata.

 

Atelier 1 – “Incontrare la vecchiaia”  – con la partecipazione di Marina Piazza – Moderazione: Anita Testa-Mader e Romana Camani-Pedrina

Anita Testa ha introdotto la riflessione ricordando che, se il gruppo milanese animato da Marina Piazza nell’ambito di un corso presso la Libera Università delle donne aveva affrontato un po’ tutti i temi legati all’invecchiamento femminile, all’interno di AvaEva questa riflessione a tutto tondo avviene piuttosto in seno in gruppi tematici.

Il gruppo ha poi approfondito alcuni aspetti legati alla relazione della mattina, confrontando anche la nostra esperienza ticinese con quella milanese riportata dalla relatrice. Fra i temi evocati – e in riferimento alla prima vecchiaia fra i 65 e i 75 anni – ne ricordiamo qui alcuni in particolare:

–  La presa di coscienza della nostra crescente vulnerabilità.
–  La percezione di uno scollamento fra mente e corpo (in cui la prima è vivace e attiva come sempre e il secondo fatica a seguirla, o la prima fatica ad accettare i limiti imposti dal secondo). I malanni anche non gravi e gli acciacchi del corpo ci  preoccupano perché ci si profila lo spettro di una malattia vera.
–  La rivendicazione di un diritto a invecchiare, con la possibilità di essere sé stesse, magari anche incapaci per alcuni aspetti, di fronte p.es. a famigliari che non vogliono vederci invecchiare e ci vorrebbero energiche e scattanti come in passato (qualcuna evoca anche il diritto di non tingersi più i capelli).  Ciò implica, oltre ad accettarci noi stesse, lo sforzo supplementare di doversi a volte imporre per essere accettate come siamo.
–  L’importanza dell’amicizia in questa fase di vita e delle opportunità di scambio, verifica, sostegno che offre; ma si ricorda anche che tante amicizie scompaiono, che ora è difficile allacciarne di nuove e queste, contrariamente alle amicizie di una vita, sono puntuali, legate a singoli interessi specifici (libri, cinema, camminate, ecc.).
–  La necessità di un pizzico di autoironia. Ma anche di avere uno sguardo benevolo su di sé.
–  Le contraddizioni di questa fase di vita: la libertà, la possibilità di porre i nostri bisogni davanti a quelli degli altri, talvolta però anche la necessità di imporre loro il nostro stato del momento; la necessità di accettare situazioni che prima aborrivamo ma che ora riconosciamo che ci convengono. Qualcuna ritiene che questo sia il periodo più sereno se non felice della sua vita; altre parlano di un senso di torpore, indecisione che aleggia, quasi un’anticamera del vuoto, e della difficoltà di attendere che le cose si chiariscano.

A questo proposito Marina Piazza ci ricorda che la vecchiaia è un periodo interessante ma difficile. Prima di concludere, Anita Testa ci riporta al passaggio che chiude il libro “Incontrare la vecchiaia” in cui Marina Piazza riporta una sua esperienza di malattia esortando le lettrici a “imparare a chiedere per sé”. Nel gruppo l'autrice sottolinea l’importanza per noi di saper “accettare il dono”.

Al termine vengono distribuite alcune schede con degli estratti del libro di Marina Piazza quale stimolo a continuare la riflessione su alcuni temi che punteggiano questa nostra fase di vita.

 

Atelier 2 – “Loro come ci vedono?” – Moderazione: Barbara Stämpfli e Sonja Crivelli

Il gruppo era composto da dieci donne, noi comprese. Ci siamo messe in cerchio e abbiamo iniziato a proporre le domande che avevamo preparato.

La presentazione fatta sul come ci vivono i bambini attraverso i loro disegni, i testi scritti dalle bambine e il filmato hanno fatto nascere una discussione che ha coinvolto  tutte. Ci siamo rese conto che le bambine, i bambini e le ragazze hanno disegnato e parlato soprattutto delle nonne e non delle donne anziane. Alcuni disegni e scritti hanno suscitato commozione perché abbiamo sentito che ci amano.

Dalla nostra esperienza risulta che i rapporti e le conoscenze delle persone anziane avvengono quasi esclusivamente nella cerchia famigliare. Sono piuttosto rare le occasioni e i momenti di condivisione intergenerazionali.Ci siamo rese conto che il nostro ruolo comprende anche quello di portatrici di segreti nostri e loro. Quante volte noi nonne non abbiamo raccontato episodi o condizioni della nostra vita alle nostre figlie e figli? Ora abbiamo un ruolo diverso nei confronti delle e dei nipoti e siamo maggiormente disposte a raccontarci. Segreti che riguardano le nostre paure, oppure le difficoltà incontrate durante il nostro percorso di donne e genitori. Anche le e i nipoti confidano i loro piccoli segreti e questo ci autorizza a pensare che siamo visibili, che sono consapevoli dei nostri ruoli e che ci danno fiducia. Abbiamo anche avuto la sensazione che il nostro invecchiare non è vissuto e raccontato come di solito il mondo che ci circonda ci descrive. La nostra anzianità è normale, fa parte della loro vita.

Noi donne di AvaEva svolgiamo un compito importante nell'infrangere lo stereotipo della vecchiaia e della donna vecchia, un'immagine e un'identità diverse dalle nostre mamme e nonne. Stamattina abbiamo potuto cogliere come le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi sanno cogliere degli aspetti che a noi sembrano evidenti ma che vengono sottolineati positivamente come quello dell'uso dei mezzi informatici. Spetta quindi a noi dimostrare che abbiamo desideri, progetti, interessi e positività.

Alla fine abbiamo chiesto se qualcuna del gruppo avesse dei suggerimenti per AvaEva. Molte hanno proposto di continuare questo modo di indagare soprattutto chiedendo di entrare nelle scuole. E’ un tema che sarebbe interessante discutere con docenti e allievi delle scuole medie e forse anche alle elementari. Si è pure parlato dell'importanze di creare case per anziani integrate a pieno titolo nel tessuto sociale.

 

Atelier 3 – “Eva anziana” – Moderazione: Frieda Lüscher e Norma Bargetzi

Le circa 15 partecipanti si sono espresse in merito al loro desiderio di condividere temi inerenti a Eva la donna anziana, e non solo la nonna, quale è stata molto evidenziata nella presentazione delle testimonianze dei bambini e ragazzi riportate al mattino. Si constata che le associazioni mentali che emergono dalle testimonianze raccolte riproducono stereotipi ruotanti attorno alla “nonna di Cappuccetto Rosso”, che non corrispondono più alla realtà.

Le donne vecchie single sembrano non esistere nella rappresentazione collettiva: alla donna anziana viene subito associata la figura della nonna. Ci si interroga rispetto all’identificazione della donna con lo stato di famiglia: come contrapporre un’altra immagine? Marina Piazza parlava nella sua relazione di doppia discriminazione: donna vecchia in un mondo patriarcale. Per la donna single vecchia la discriminazione è dunque addirittura tripla.

Non abbiamo modelli ai quali orientarci. Siamo pioniere per nuovi vissuti e nuovi modelli? Ci ricolleghiamo a esperienze passate, dove il coraggio per la diversità di opinioni e nuovi modelli di vita sono stati importanti. L’importanza della solidarietà e condivisione è evidenziata dallo scambio in questo contesto, dove esperienze e vissuti arricchiscono la riflessione in merito al nostro incontro con la vecchiaia.

Concludiamo con l’idea di una partecipante a raccogliere testimonianze di donne vecchie da presentare in un contesto di scambi culturali (es. La Filanda di Mendrisio). Il progetto verrà segnalato nella prossima NL di AvaEva.

 

Presentazione di un nuovo progetto

Barbara Stämpfli presenta un idea maturata negli scorsi anni.

AvaEva è diventata interlocutrice per temi inerenti alla vecchiaia femminile. Vorremmo creare uno spazio definito per le richieste di consulenza, ascolto e sostegno che ci giungono. Uno spazio di triage da dove poter indirizzare le richieste a servizi già esistenti, ma anche un’offerta di ascolto per temi specificamente femminili come pure una messa in rete di donne anziane toccate da temi simili che le connettono e concernono. Crediamo che il non essere viste e riconosciute non aiuta ad avere una buona qualità di vita: qualità di vita che non comprende esclusivamente buone finanze, buona salute e sopravvivenza.
Per la realizzazione di questo spazio ci occorre innanzitutto la disponibilità di aveeve interessate al tema. Con loro si definiranno ulteriormente le possibili connotazioni di quest’idea e si elaborerà un progetto concreto.

 

In conclusione…

La giornata si chiude con un momento musicale di canti di donne della nostra regione raccolte e interpretate da Luisa Poggi e Aurelio Beretta della Vox Blenii che ci ricordano la forza e la ricchezza del canto per esprimere tanti temi inerenti all’essere donna!

6° Convegno di AvaEva: i documenti

Incontrare la vecchiaia

Rivivete i piaceri del Convegno e giornata d'incontro 2018 di AvaEva sfogliando la sintesi e visionando la galleria delle immagini.

Con l'aiuto della sociologa Marina Piazza avevamo approfondito i vari temi legati alla prima fase dell'invecchiamento, quella che ci vede protagoniste fra i 65 e i 75 anni. Inoltre avevamo chiesto a bambine/i e ragazze/i di dirci come vedono la donna anziana.

 

 

> sintesi del Convegno 2018

> foto 2018

> disegni e testi di bambine/i e ragazze/i

E cogliete pure l'occasione per consultare nel contempo le attività proposte dai gruppi.

5° Convegno 2017: Reinventarsi nell'anzianità

5° Convegno: sintesi

Albergo Pestalozzi, Lugano – 26 ottobre 2017

 

Introduzione

Norma Bargetzi, coordinatrice di AvaEva, apre la giornata dando il benvenuto alle presenti ed esprimendo il piacere del ritrovarsi con coloro che già si conoscono e con altre che partecipano per la prima volta. Trasmette i saluti di tante avaeve che per diversi motivi non possono essere presenti.

Il convegno è un tassello importante di AvaEva, un momento per rendere più visibili ma anche per approfondire temi specifici inerenti agli scopi dell’associazione. È un’occasione di arricchimento reciproco, in uno spirito di sorellanza, di condivisone, di curiosità per l’altra, di solidarietà nell’occuparci assieme di temi che ci concernono non solo a livello individuale ma che hanno anche una dimensione a livello collettivo.

Norma Bargetzi ringrazia la fotografa Giosanna Crivelli - che purtroppo non è presente per motivi di salute - per le fotografie che ci ha offerto per il sito. Ringrazia pure l’artista Gabi Fluck per le immagini che ci ha regalato per illustrare diversi momenti di AvaEva.

La “Libreria dietro l’angolo” ha allestito un angolo anche da noi con una scelta di libri inerenti al tema dell’anzianità e della creatività.

Dopo un breve riassunto del percorso fatto dall’inizio nel 2013 come “sorella” del progetto GrossmütterRevolution e il cambiamento avvenuto quest’anno con la costituzione del Movimento AvaEva in associazione autonoma, passa la parola alle membre del Comitato. Romana Camani-Pedrina, Raquel Galli Zirpoli, Frieda Lüscher, Barbara Stämpfli, Regula Stern-Griesser e Anita Testa-Mader si presentano evidenziando la loro motivazione e i progetti nei quali sono attive e che sottolineano gli scopi dell’associazione.

La coordinatrice introduce al tema della giornata: la creatività nell’anzianità. Creatività intesa come capacità di mantenere o riconquistare la flessibilità che ci permette di stare in bilico su un mare mosso di imprevisti per reinventarci quando lutti, cambiamenti fisiologici, precarietà finanziarie e altro sembrano interrompere il flusso dell’energia vitale. Si approfondirà il tema della creatività di donne anziane anche attraverso storie di artiste che hanno realizzato opere importanti nella terza età.

 

Relazioni

  • Dr. phil. Caterina Wolf, psicoterapeuta junghiana:
    Reinventarsi nell’anzianità  > leggi
  • Patrizia Cattaneo, storica dell’arte e direttrice di ARTRUST:
    La maturità coincide con la creatività?
    > leggi > vedi presentazione

 

Sintesi dei colloqui nei gruppi

Nel pomeriggio le partecipanti si sono suddivise in due gruppi per discutere e approfondire tra loro le riflessioni sui temi sollevati dalle due relatrici.

 

Atelier 1 – moderazione Raquel Galli Zirpoli e Romana Camani

L’incontro è iniziato con la presentazione delle 19 partecipanti. Questo primo momento di conoscenza ha anche mostrato quante piccole e grandi occasioni di reinventarsi – talune liete, altre difficili – ognuna di loro aveva già conosciuto nella vita. In seguito, utilizzando i foglietti di carta multicolore e multiforme e i pennarelli disposti sul tavolo, ognuna è stata chiamata a esprimersi in merito al tema della giornata. I foglietti sono poi stati incollati al pannello predisposto e i loro contenuti letti, commentati e condivisi.

Riportiamo di seguito alcune delle riflessioni emerse in riferimento a quanto ciascuna riteneva centrale per sé riguardo al tema della giornata:

L’età da inventare:

  • Viviamo l’età da inventare: la ri-creazione permanente
  • Accettare la propria età come la somma di tutte le età da me vissute
  • Curiosità
  • Avere tanto coraggio

La nostra immagine

  • Si rende necessario poter stanare l’immagine di noi stesse
  • Nel viso c’è tutto il pathos del proprio vissuto

Il trabocchetto delle abitudini

  • Saper rompere con gli schemi e gli stereotipi
  • Essere molto attente alle proprie abitudini e non solo in riferimento alla propria conduzione della vita quotidiana ma anche e soprattutto ai ruoli che ci attribuiscono gli altri e a quelli assunti direttamente da noi stesse

Gratitudine, benevolenza

  • Essere grati a sé e agli altri
  • Siamo ricche quindi vogliamoci bene
  • Sono stata colpita dall’affetto, dal tanto affetto che girava oggi
  • La condivisione contribuisce a mantenerci bene

Vivere in modo ludico

  • Spero di giocare con noi, con i bambini e anche con il mondo

Plasticità del cervello

  • Ho scoperto (a differenza della mia convinzione) che la flessibilità del cervello aumenta con l’invecchiamento

 

Atelier 2 – moderazione Anita Testa-Mader e Barbara Stämpfli

Le ca. 20 partecipanti si sono espresse in merito a quanto più le aveva colpite nelle relazioni, facendo riferimento a situazioni della propria vita passata o a momenti del presente.

Immagini positive:

  • i nipoti ti ri-proiettano nella scuola, nello sport, nel mondo - ti rimetti in gioco senza dimenticare la tua esperienza
  • è un periodo del vivere senza impegni, ci rinnoviamo anche ascoltando le giovani donne piene di voglia di vivere
  • nella casa di noi donne c'è una vita, ci sono tante vite - ora è il momento di disinibirsi, dire basta ai pregiudizi, affrontare le abitudini
  • pensionata; mi sembrava di essere pronta - invece i primi mesi ero disperata, ma mi sono ricreata, ho trovato degli spazi miei; non sapevo come usare il tempo, da due anni ho riscoperto la natura e ho imparato a re-inventarmi
  • per invecchiare e per reinventarsi ci vuole coraggio; nel nostro percorso si incontrano imprevisti con i quali dobbiamo confrontarci - ne vale la pena
  • il tempo si è ristretto ma ho scoperto la libertà e la creatività
  • riscoprire la sessualità: molte si sono rassegnate, ma non è mai troppo tardi

Immagini negative:

  • paura della malattia
  • maggior carico di cura (genitori - nipoti)
  • paura della solitudine
  • paura di non farcela
  • resta poco tempo per progettare

Ogni partecipante ha scelto un termine o una frase che è poi stata scritta su un foglietto. Alla fine queste “nuvolette” sono state incollate su un pannello.

 

In conclusione…

La giornata si chiude con un momento di particolare condivisione attraverso alcune danze in cerchio proposteci da Evelina Baranzini.

“La danza esprime sentimenti di gioia e viene praticata in occasioni felici, soprattutto matrimoni, ma anche nascite e giornate di raccolta.”

Le ultime danze, legate ai fiori di Bach sono accompagnate da due testi:

 

Sweet chestnut ( castagna)

(la danza alternava i dondolii piegate a terra coi dondolii con le braccia in alto)

Aiuta a passare dalla disperazione alla speranza, il messaggio è:

 

“Io credo nella vita 

chiedo l’aiuto di cui ho bisogno

esco dal buio, vado nella luce

mi apro ai cambiamenti e alla crescita.”

 

Elm ( olmo)

( la danza delle donne della Lettonia con i dondolii a spirale nella terra a ritrovare le radici)

Aiuta a superare l’ansia da sovraccarico di responsabilità:

 

“Ho fiducia totale 

rinuncio a essere perfezionista

sono responsabile solo delle cose che scelgo

ho l’aiuto di cui ho bisogno

rinuncio al dover fare tutto.”

 

Connesse attraverso la partecipazione a progetti in corso, l’idea di qualcosa di nuovo che potrebbe nascere, o anche solo attraverso lo scambio di indirizzi, ci si accomiata, confidando nel seguito di questa giornata.

 

4° Convegno 2016: La tarda libertà

4° Convegno: sintesi

Casa del Popolo, Bellinzona – 20 ottobre 2016

 

Introduzione

Norma Bargetzi, coordinatrice di AvaEva, apre la giornata e trasmette i saluti di Luca Corti, nuovo direttore del Percento culturale Migros Ticino, che scusa la sua assenza per impegni. Quindi passa la parola ad Anette Stade, capoprogetto della GrossmütterRevolution, per il saluto della consorella svizzerotedesca. In seguito spiega lo svolgimento del convegno, presenta il contenuto della mappetta fornita, attirando in particolare l’attenzione sulla bibliografia “nonni” (vedi), e la bibliografia sulle donne anziane (vedi) allestite per noi dalla Biblioteca cantonale di Bellinzona, la quale è presente anche con una bancarella di libri nell’atrio.

 

I progetti di AvaEva

Attivi al momento sono i seguenti progetti:

  • Caffè narrativo (in tedesco): discussioni tematiche, il gruppo è attivo da 3 anni ed è gestito da Regula Stern-Griesser ed Eleni Stäheli
  • Camminare insieme: passeggiate nella natura organizzate da Renata Ferrari
  • Nonni e nipoti, quali diritti?: gruppo di discussione tematico gestito da Raquel Galli Zirpoli
  • L’arte di vivere e l’arte di morire: gruppo di riflessione sugli ultimi anni di vita e la mort, attivo da 2 anni, coordinato da Romana Camani-Pedrina
  • Riflessioni al femminile: animato da Caterina Wolf con Raquel Galli Zirpoli prende lo spunto da film o fiabe per riflettere sulla condizione della donna anziana
  • Incontri luganesi del lunedì: il gruppo è gestito da Anita Testa-Mader (si veda qui sotto: “Donne di AvaEva si raccontano”)
  • Abitare e invecchiare: gestito da Daniela Abruzzi, il gruppo è momentaneamente in pausa

 

Sul tavolo in un angolo della sala sono disponibili i volantini di questi e di altri progetti in cerca di aveeve interessate: un gruppo sul tema dei famigliari curanti, un gruppo di condivisione e discussione per nonne, un gruppo per imparare a scrivere “storie” vissute in prima persona (in tedesco), un progetto di incontri culinari tra nonne/i e nipoti.

  

Tavola rotonda: La tarda libertà

Vi partecipano:

  • Renata Dozio, direttrice del Consultorio familiare dell’associazione Comunità familiare
  • Raquel Galli Zirpoli, membra del gruppo di pianificazione di AvaEva
  • Anna Mattia, consulente e mediatrice familiare
  • Liliana Mornaghini, dr. med., psichiatra e psicoterapeuta,
  • Maria Pagliarani, psicoanalista

 

La conduzione è affidata alla giornalista Mirella de Paris, nota voce radiofonica, la quale ha chiesto preventivamente alle partecipanti di preparare un breve intervento.

Renata Dozio parla delle nuove sfide, ma anche delle nuove risorse delle donne della nostra età. Raquel Galli Zirpoli evoca la felicità dell'essere nonne, il bisogno di bilanciare i propri bisogni con le richieste dei famigliari, la necessità di riconoscere i limiti e saper dire di no. Anna Mattia parla della tarda età, delle libertà e anche del diritto all’ozio che ci conferisce. Liliana Mornaghini invita tutte a esplorare nuove possibilità, ricordandoci che è sempre “meglio tardi che mai”. Maria Pagliarani, molto attenta i bisogni delle giovani madri e della prima infanzia, offre la sua disponibilità a rispondere alle domande delle nonne, vista la sua lunghissima esperienza.

 

Presentazione del quaderno "Donne di AvaEva si raccontano"

Anita Testa-Mader e Sonia Crivelli descrivono l’approccio degli incontri luganesi del lunedì e illustrano i contenuti del documento "Donne di AvaEva si raccontano. Gli incontri luganesi del lunedì", consegnato a tutte le partecipanti (leggi).

 

Consegna del mandala di AvaEva alla Casa delle donna

In sala è appeso un grande mandala colorato, realizzato da un sottogruppo degli Incontri luganesi. Vi si dipanano cerchi concentrici di frasi con le quali il gruppo spera di dar forza e coraggio a tutte le donne che lo leggeranno, come spiega Daniela Panzeri presentandolo (vedi).

Il mandala viene quindi donato all’associazione Consultorio delle donne di Lugano, rappresentato dal presidente avv. Daniele Jörg. Egli ringrazia e descrive brevemente la storia e l’attività del Consultorio, rendendo omaggio alla persona di Sonny Buletti, una delle fondatrici e, fino al pensionamento, una delle figure chiave di questa istituzione di difesa delle donne in Ticino, la quale dispone di due strutture: il consultorio stesso e la casa delle donne.

 

Relazione 

  • Heidi Witzig, storica, scrittrice, membra del matronato della GrossmütterRevolution:
    Il gruppo del Manifesto: inizio, obiettivi, azioni, conquiste (leggi)
    Manifesto della GrossmütterRevolution (leggi)

Ateliers 

  • Atelier : La tarda età
    Raquel Galli Zirpoli dice che il gruppo ha discusso con profitto, definendo il significato della libertà nella tarda età per le partecipanti stesse. Un esercizio arricchente, che ha permesso di parlare della libertà in casa e rispetto ai figli, degli impegni prima della pensione, del poter decidere cosa fare quando e come dopo il pensionamento. Infine il gruppo ha evidenziato la distinzione fra libertà del fare e libertà dell’essere.
  • Atelier: Un manifesto per la Svizzera italiana
    Anita Testa-Mader riferisce di una discussione molto ricca che ha preso lo spunto dalla relazione di Heidi Witzig. Si sono toccati diversi punti, tra cui l’ambivalenza provata riguardo a un manifesto. Quanto ai contenuti, invece, è sentito il tema dell’abitazione per le persone anziane. Ma prima che AvaEva si addentri in temi precisi andrebbero approfondite le specificità del Ticino rispetto ad altri cantoni. Un ulteriore punto riguarda l’opportunità di privilegiare temi un po’ sguarniti: in Ticino esistono tanti enti attivi in campi diversi, ma anche tanti che non si occupano molto di noi donne. E questo potrebbe essere per AvaEva il campo in cui operare. 
  • Atelier: Un piccolo mandala
    Daniela Panzeri ha animato un atelier di riflessione meditativa e racconta che le partecipanti si sono addentrate nello specifico di alcune parole che poi sono state scritte su un piccolo mandala mandala collettivo. E con stupore n’è uscita una storia, il cui testo recita:

 

Mandala di AvaEva 

Sono natura rigenerante e gioiosa

meraviglia, venerazione, gratitudine e gioia

sono ciò che è stato creato

mare, vento, meraviglia

l'amore per l’universo

shanti, condivisione, solidarietà

ammirazione, silenzio, natura, gioia profonda

sentirmi parte di un'entità più grande

acqua arpa e suono

Mandala AvaEva 1 Mandala AvaEva2

 

  • Atelier a tema libero (in tedesco)
    Regula Stern e Verena Singeisen racontano che il gruppo tedescofono si è dapprima chinato sul significato dell’invecchiare in una cultura diversa. Si è poi soffermato su alcune differenze specifiche, sul desiderio di rimanere in Ticino o tornare Oltregottardo, sulle ripercussioni che ciò ha se si vive sole o in coppia. È giunto anche a interrogarsi in merito al desiderio di essere sepolte qui o no. Tutte domande che alle partecipanti vengono spontanee poiché si sentono sempre un po’ ospiti, pur vivendo qui da anni se non da decenni. Un altro tema affrontato è stata la libertà di scelta, magari oggi più o meno ridotta, ma riguardo alla quale si reputa che sia tuttora possibile provare o riprovare a fare tante cose.

 

Intervento musicale 

Il canto è un modo ricco di comunicare e infatti le donne hanno sempre cantato. Così, non da ultimo per coltivare il legame con la giovane generazione AvaEva ha chiesto alle giovani musiciste del

 

  • duo Y.amadas
    segnatamente la cantante Raissa Avilés e la chitarrista Laura Martí, di concludere la giornata con un tocco di poesia. Al termine di un piccolo ma apprezzatissimo recital di canti del mondo che parlano di donne e della loro vita, Laura Martì ha ringraziato le partecipanti al convegno per il grande lavoro che stanno svolgendo per loro, la prossima generazione di donne-nonne.

 

In chiusura…

Il convegno si chiude con i ringraziamenti della coordinatrice Norma Bargetzi, e della capoprogetto della GrossmütterRevolution Anette Stade per tutta la bella energia di cui le partecipanti sono state portatrici durante la giornata e sprigionatasi anche nel canto.

 

 

3° Convegno 2015: AvaEva si interroga

3° Convegno AvaEva 2015

3° Convegno: sintesi

Scuola Club Migros, Lugano – 1° ottobre 2015

 

Introduzione

La giornata si apre con i benvenuti di Norma Bargetzi, coordinatrice di AvaEva, della responsabile del progetto Generazioni del Percento culturale Migros Jessica Schnelle, della capoprogetto della GrossmütterRevolution Anette Stade, nonché della direttrice del Percento culturale Migros Ticino Yvonne Pesenti, che accoglie le convenute nella rinnovata sede del Centro Migros luganese.

La coordinatrice ricorda quindi che la giornata è all’insegna del tema dell’intergenerazionalità e introduce le relatrici. 

 

Relazioni 

  • Vittoria Cesari Lusso, docente di psicologia delle relazioni, consulente, scrittrice:
    Genitori e nonni, alleati o rivali? (leggi
  • Bruna Martinelli, nonna, contadina, scrittrice, premio Terza età creativa 2006: 
    Le nonne di un tempo (leggi)

 

I progetti di AvaEva 

  • AvaEvaBiodiversità è presentato da Regula Matasci Brüngger. Il gruppo ha realizzato un corso di macrofotografia nella natura. Le partecipanti si sono poi cimentate durante l’estate nell’osservazione fotografica naturalistica e si sono riunite in autunno per visionare i lavori e sentire i consigli della fotografa. Il corso si inserisce in un progetto di rilevamento della biodiversità. Prossimamente è prevista anche una caccia al tesoro per i nipoti, e un esercizio di sopravvivenza di due giorni avvalendosi di ciò che la natura offre.

  • L’arte di vivere e l’arte di morire è illustrato da Romana Camani-Pedrina. Prevede incontri mensili con temi stabiliti di volta in volta secondo le esigenze delle partecipanti, temi che magari preoccupano ma sono quasi tabu persino in famiglia. Per novembre è in programma la visita alla mostra “Arte di vivere e danza macabra” al convento di Kappel.

  • Condivisione fra nonne, di cui parla Margherita Malè Stolz, è un gruppo che si riunisce per parlare di esperienze, problemi, gioie e vissuti delle nonne. Sussiste un forte bisogno di incontrarsi e parlare, ma altrettanto forti reticenze a partecipare effettivamente. Si cercherà comunque di riproporre un simile gruppo magari tematico.

  • Il Caffè narrativo, presentato da Regula Stern, si tiene mensilmente in tedesco ad Ascona ed è stato il primo progetto realizzato sotto il cappello di AvaEva. Le due moderatrici si aspettavano che i temi venissero suggeriti dalle partecipanti, ma ciò è avvenuto solo una volta col tema educazione sessuale e pianificazione famigliare. È stato anche proposto un caffè narrativo in italiano per far conoscere il metodo e con la speranza che una partecipante si offrisse di gestirlo, ma la speranza è stata disattesa.

  • Le Riflessioni al femminile sono presentate da Raquel Galli Zirpoli. Il gruppo, che inizialmente aveva visionato dei film per introdurre la riflessione e approfondire il tema del vissuto della donna nelle varie fasi della vita, ora prende lo spunto da fiabe.

  • Di Abitare e invecchiare parla Daniela Abruzzi. Il gruppo affronta 3 temi: dove abiteremo da vecchie?, cosa c’è in Ticino per i nostri bisogni?, e cosa vogliamo oppure vorremmo? Pensa di lanciare un sondaggio esplorativo per vedere cosa manca e se è possibile proporre qualcosa di diverso. Il gruppo fatica un po’ ad avviarsi perché richiede anche di lavorare.
  • Nipoti e nonni, introdotto da Yvonne Esposito, si occupa dei diritti dei nipoti e dei nonni. Ha preparato un piccolo questionario e chiede alle partecipanti di volerlo compilare e di dare una mano fornendo le loro testimonianze.

  • Camminare insieme, presentato da Verena Singeisen-Schneider, propone gite in montagna e nelle valli ticinesi per riscoprire il mondo che ci circonda e riflettere sul nostro percorso e sul nostro momento personale. Le gite sono mensili (la prossima in novembre nel Gambarogno, con picnic), alla scoperta di nuovi fiori, piante, animali e paesaggi.

  • Gli Incontri luganesi del lunedì, descritti da Anita Testa-Mader, furono avviati per assicurare una continuità al primo convegno del 2013. Vi si discutono temi scelti di volta in volta. Il gruppo vorrebbe poter coinvolgere anche donne più giovani per confrontarsi con le loro riflessioni. Si suddivide in due sottogruppi: uno sta allestendo un resoconto delle discussioni avute, l’altro sta creando un mandala su stoffa.

  • I Nipoti cucinano per le nonne è un progetto presentato da Bice Columberg. Prevede di riunire piccoli gruppi di nipoti che decidono il menu, fanno se possibile la spesa presso i contadini per conoscere l’origine degli alimenti, imbandiscono la tavola e cucinano, magari anche previa raccolta di erbe spontanee. Durante il pranzo i nonni che li accompagnano potranno raccontare cosa e come facevano loro da piccoli.

 

Atelier condotto con il metodo del World Café 

Il World Café permette a un grande numero di persone di dialogare e condividere pensieri. Fu sviluppato negli anni 2000 e viene utilizzato sempre più in vari ambiti.

I partecipanti sono seduti a un tavolo con un referente. Vengono loro poste 3 domande. Ogni risposta è discussa tra le persone al tavolo e annotata con pennarelli colorati sulle tovaglie e i fogli di carta a disposizione. Dopo 15 minuti tutti cambiano tavolo mescolandosi, poi continuano a parlare con i nuovi interlocutori sui 3 temi precedenti. Dopo altri 15 minuti vi è un nuovo cambio di tavolo e un altro rimescolamento di persone.

Solo i referenti rimangono al loro posto e, alla fine, estrapolano da tutti i biglietti e gli scritti le “3 perle” da condividere nel plenum. Il metodo consente di discutere divertendosi nel contempo.

Ecco i 3 temi circoscritti dalle domande e le parole chiave emerse dalle discussioni: parole chiave che talvolta denotano delle capacità trasversali e potrebbero essere catalogate sotto più punti fra quelli seguenti:

  1. Facoltà che agevolano i contatti intergenerazionali:
    il rispetto per noi e per gli altri, l’esser disponibili pur senza essere sempre a disposizione, l’ascolto e l’apertura, la curiosità per altri modi di essere e comportarsi, la tolleranza, l’immedesimazione, l’empatia, il rispetto per le idee altrui, il rispetto e il sostegno anche di fronte agli sbagli, la rinuncia a giudicare, il saper riconoscere che anche i giovani possono insegnarci molto, la capacità di comunicare, semplicità e fluidità. 
  1. Ricchezza delle esperienze di vita come risorsa nella quotidianità:
    la sicurezza interiore, l’armonia e fiducia in sé stesse, l’autostima che aiuta a dire di no, il fatto di aver imparato a sbrigarsela da sole, la conoscenza degli altri, il saper affrontare i conflitti, l’accettazione dei propri limiti, la capacità da concedersi momenti di riposo, il saper imparare dagli altri, il non sentirsi indispensabili, l’intuizione, l’umiltà di adattarsi alle situazioni, la capacità di abbandonare idee e comportamenti che hanno fatto il loro tempo, il saper chiedere e accettare l’aiuto.
  1. Sostegni che aiutano a svolgere i nostri compiti nella famiglia e nella società:
    un lungo lavoro di crescita personale, la consapevolezza delle proprie emozioni, le conoscenze acquisite da sé e grazie agli altri, il sapersi trasformare, l’attenzione alle diversità arricchenti, la tolleranza, la compassione, la consapevolezza di essere accettata, gratificata, amata, riconosciuta e rispettata, la consapevolezza dell’interdipendenza, le amicizie, coraggio e positività, apertura del cuore, la capacità di trasmettere valori.

 

La contastorie

Cristina Galfetti Schneider è una gran lettrice, appassionata di storie che ama condividere. Le storie che racconta sono di autori vari, come lo sono pure quelle che alleggeriscono questa giornata regalando momenti di incanto e magia molto apprezzati. Cristina si dice molto contenta di intervenire al convegno di AvaEva: si sente “come quando preparo dei regali e non vedo l'ora di offrirli per vedere la faccia di chi li scarta!”. Nel corso della giornata interviene a più riprese proponendo racconti legati alla vita delle donne:

  • La vecchia del Ponte Oscuro
  • Storia di Hope e Faith
  • Storia di Nicholas
  • Due contadini e il cambio delle mansioni
  • Enciclopedia della nonna

 

In conclusione…

La giornata si chiude con i ringraziamenti – rivolti alle partecipanti, alle relatrici e alle rappresentanti delle istituzioni – da parte della coordinatrice di AvaEva Norma Bargetzi e della responsabile della GrossmütterRevolution Anette Stade, e con il loro ringraziamento al Percento culturale Migros per il generoso sostegno finanziario.

 

Relazioni Finali

Convegno 2015: Relazione di Bruna Martinelli

Convegno 2015: Relazione di V. Cesari Lusso (pdf)

 

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