Camminando insieme

Foto: Verena Singeisen

Camminare ci stimola a riflettere sul nostro percorso e con altre donne possiamo condividere l’esperienza del momento, evocare ricordi di altri tracciati, fantasticarne di nuovi. Magari guardando con occhi diversi le cose del mondo. Camminare insieme, oltre a ritemprare il corpo e rigenerare lo spirito, ci permette riflettere assieme  a temi che ci riguardano non solo individualmente ma anche in un pensiero intergenerazionale e multiculturale. Cammin facendo ci scambiamo in merito ai progetti di AvaEva, ci lasciamo incuriosire e stimolare.

Sono previste uscite periodiche, prevalentemente nelle zone del medio Ticino. Le gite si svolgono sull’arco di tutta la giornata, su percorsi senza difficoltà, rispettando il ritmo delle partecipanti. Gli spostamenti verso il luogo di partenza si effettuano con mezzi pubblici o privati. Solitamente si pranza al sacco. Si parte con qualsiasi tempo (in caso di maltempo il percorso sarà modificato) e occorre calzare scarpe adatte ai sentieri naturali.

Le nuove partecipanti sono benvenute. Le gite vengono annunciate qui nel sito e tramite la newsletter di AvaEva, e ci si iscrive di volta in volta.


Informazioni e iscrizioni

Renata Ferrari, e-mail, tel. 091 224 87 52, cell. 079 303 44 01


Gli incontri del gruppo sono al momento sospesi. Seguiranno maggiori informazioni.


17.06.2019 – Gita nella regione di Indemini

Percorreremo il sentierino che dall'Alpe di Neggia ci porterà a mezza costa del Gambarogno fino al piccolo caratteristico villaggio di Indemini. Il sentiero ricco di saliscendi, mai troppo impegnativo, attraversa pascoli e boschi con la vista sulla valle di Veddasca e il dorsale dei monti Lema e Tamaro. Avremo molto tempo per goderci la natura!

Programma della gita

Da Cadenazzo, bus 329
10.22
Magadino Debarcadero, bus 326
10.36
Arrivo Alpe di Neggia
11.31
Da Locarno, battello 301 NLM (direzione Brissago)
10.15
Arrivo a San Nazzaro
5 minuti a piedi
10.30
San Nazzaro Paese, bus 326
10.43
Arrivo Alpe di Neggia
11.31
 

Con l'auto

Fino a San Nazzaro Stazione, parcheggio giornaliero fr. 5.- (biglietteria automatica), gratuitamente presso la biblioteca

Da San Nazzaro Paese, bus 326 direzione Indemini
10.43
Ritorno da Indemini Paese, bus 326, tutte le direzioni
16.10
San Nazzaro arrivo
17.06
Magadino Debarcadero arrivo
17.13
partenza bus 130
17.21
Arrivo Cadenazzo Stazione
17.34
 

Informazioni utili

Scarpe comode per sentieri di montagna
Vestiti a dipendenza del tempo
Bastoni per alcuni tratti per salire a Indemini

Iscrizioni

Verena Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Erica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
In caso di bisogno SMS: 079 728 33 44

Vi informeremo alla vigilia in caso di cattivo tempo


Camminate precedenti

13.05.2019 – Tra monti e lago nel Gambarogno

16.04.2019 – Arosio – Cademario – Sentiero dei filosofi – Arosio
Martedì il sole che giocava a nascondino tra le nuvole e l’aria fredda ci hanno accompagnate durante il percorso. Però il calore umano e l’atmosfera allegra che c’era tra di noi hanno riscaldato i nostri cuori, donandoci gioia e belle condivisioni. Siamo partite da Arosio arrivando alla croce d’Arosio: un posto molto suggestivo con una bellissima vista su Lugano e dintorni. Ci siamo poi dirette verso Cademario passando appena sotto il Monte Cervello assaporando lo sbocciare della primavera. Siamo infine ritornate ad Arosio passando per il sentiero dei filosofi, un paesaggio molto fiabesco, reso ancora maggiormente tale grazie alla presenza di due meravigliosi cerbiatti. È stata una bellissima giornata da ricordare nel cuore. Ci siamo poi ripromesse di rifarla in autunno quando la stagione sarà ricca di colori e profumi.

01.03.2019 – Monte Verità – Balladrum – Ronco S /Ascona
Il sole ci accompagna anche in questa  giornata, dove i momenti di osservazione della natura e di condivisione sono stati frequenti. Partiamo dal Monte Verità, zona Parsifal, e seguiamo dapprima una strada nel bosco asfaltata, poi un sentiero in salita e  un po’ roccioso, che ci porta sulla collina del Balladrum: punto energetico molto forte e con una vista panoramica a 360 gradi. Godiamo un momento rilassante e ricco di armonia tra di noi. Pranziamo e condividiamo delle conoscenze interessanti inerenti a questo colle. Ma il tempo sembra fuggire quando si sta bene insieme. Perciò riprendiamo un’altra via e arriviamo  all’inizio del nucleo di Ronco S/Ascona da un sentiero a tratti in salita che ci regala però momenti magici  osservando  il panorama e la natura ricca di stimoli e di  meravigliosi alberi di mimosa in fiore. Siamo grate al Cielo, alla terra, alla natura e a noi stesse per questa giornata così speciale vissuta insieme.

26.01.2019 – Collina alta: Monti della Trinità, Contra, Tenero, Minusio
Siamo partite col bus dalla stazione di Locarno per raggiungere i Monti della Trinità, da dove abbiamo percorso a piedi un sentiero prevalentemente nel bosco fino al villaggio di Contra: un nucleo molto suggestivo con una splendida vista sul lago e sulle montagne circostanti. Da lì siamo scese fino a Tenero, arrivando poi a Minusio tramite una strada anch’essa un po’ in collina.
Una giornata di sole ha accompagnato il nostro cammino ricco di stimoli offertici dalla natura circostante e da un meraviglioso panorama. La natura ancora spoglia ci ha permesso di entrare maggiormente nell’essenza della Madre Terra con i doni che essa ci porta, infondendo in noi un senso di profonda gratitudine. Le nostre gite sono anche sempre dei momenti di condivisioni belle e arricchenti, momenti che scaldano il cuore e danno gioia.

2018

19.10.2018 – Gita in Valle di Blenio
Una gita davvero speciale. La meravigliosa giornata autunnale arricchita di mille colori illuminati da un sole splendido ha fatto da cornice al nostro cammino.
Siamo partite da Acquarossa e, camminando attraverso prati e strada carrozzabile, siamo giunte all’atelier dello scultore Giovanni Genucchi, dove il figlio Giovanni ci ha  accolte con un caloroso benvenuto. Così è partita l’avventura alla scoperta dello scultore. Dapprima il figlio ci ha presentato ampiamente la vita di suo padre, con i suoi tratti di carattere che aspiravano all’autenticità. La scultura per lui era l’espressione massima del suo essere tanto che per realizzare un’opera investiva tutto se stesso, le sue forze e le sue ispirazioni. Basta ascoltare Giovanni mentre ci racconta l’avventura dell’altare di Brissago, per farcene un’idea: un vero capolavoro durato due  anni e portato poi ai massimi splendori nella chiesa di Brissago. Quando si conosce la storia di un’opera la si guarda con occhi nuovi, ricchi di maggior consapevolezza. Conoscere l’artista ascoltando la testimonianza del figlio permette di imprimere nell’anima un sentimento di empatia e di riconoscenza. Siamo veramente grati a Giovanni i per averci aperto le porte del suggestivo locale, dove si  percepisce ancora l’anima dello scultore, con le opere prevalentemente in pietra o legno e modellate con tanta pazienza e amore, esposte in modo armonico insieme a tutti gli attrezzi allineati in fila alla parete. Esprimere a parole quello che abbiamo vissuto è molto difficile. C’è solo lo stupore e la meraviglia di fronte a quello che abbiamo ascoltato e osservato.
Terminata la visita siamo andate al cimitero, dove abbiamo pure trovato due lavori dello scultore, un bellissimo rilievo in bronzo e la Madonna col Bambino. Così ormai oltrepassato il mezzogiorno abbiamo ripreso il cammino verso Lottigna, dove ci attendevano due  belle sorprese: dapprima una fattoria dove abbiamo potuto acquistare del gustoso formaggio della valle, poi al museo, dove una signora eccezionale ci ha accolte con tanta cordialità e disponibilità e in seguito accompagnate durante la visita, dimostrandosi una guida competente. Grazie a lei abbiamo potuto conoscere e approfondire aspetti interessanti della cultura vallerana e dell’esposizione  inerente alla regione della Greina. Infatti, dopo aver ammirato il bellissimo filmato, la guida ci ha aiutate a comprendere meglio le ragioni delle scelte del curatore Christian Bernasconi. La sua mostra ha lo scopo di costituire un itinerario di scoperta delle mille sfaccettature della regione della Greina, illustrate tramite le visioni di alpigiani, alpinisti, artisti e scienziati che l’hanno frequentata negli ultimi tre secoli. Siamo molto grate alla signora Genucchi per questo inaspettato regalo che ha arricchito il nostro percorso.
Così è arrivato il momento della chiusura del museo e del rientro in bus. È stata una giornata davvero particolare, dove natura, cultura e belle condivisioni hanno arricchito tutto il nostro essere, lasciandoci entusiaste.

10.09.2018 –  San Carlo in Valle Bavona
Una splendida giornata ci ha accompagnate lungo il percorso. Il cielo era di un azzurro argenteo e qualche nuvoletta faceva di tanto in tanto capolino, quasi per dirci: ci siamo anche noi.
Arrivate dopo quasi due ore al piccolo “villaggio” di San Carlo ci siamo incamminate verso un nucleo abitativo abbandonato da anni a causa della frana incombente. I preziosi affreschi cinquecenteschi della chiesa sono stati trasportati nell’oratorio di San Carlo, che abbiamo visitato al ritorno. Tra le molte costruzioni in rovina sono state ricuperate due case-torri di notevole pregio e antichità. All’interno di una di esse abbiamo potuto leggere ampiamente tutte le interessanti  informazioni inerenti al luogo. Un angolo apparentemente sperduto ma di grande fascino.
Ritornando a San Carlo  abbiamo visitato l’oratorio ammirando gli affreschi.  Ci siamo fermate sul sagrato per gustare il nostro pranzo e condividere conoscenze e vissuti  che ci hanno arricchite reciprocamente. Con zaino e bastoni abbiamo ripreso il cammino verso Foroglio immergendoci in un bel bosco e incontrando nuclei abitativi molto suggestivi. Da segnalare l’oratorio di Gannariente  ricco di affreschi di valore e circondato da enormi massi lasciati da una frana, e la Capèla dal Canton anch’essa con affreschi moderni raffiguranti scene di vita passata. Alle spalle di quest’ultima vi è uno splüi per capre costruito nel 1844 e recentemente restaurato mantenendone le caratteristiche.
Siamo poi giunte a Sonlerto, un nucleo, le cui case in sasso sono state costruite tra i macigni di una frana per non sottrarre terreno prezioso al pascolo e alle colture. Interessante è la “torba” (granaio su pilastri) che risale alla fine del Quattrocento. A Foroglio la bellissima cascata che fa da sfondo al villaggio ci ha accolte con il suo fascino e la sua energia. Una sosta al grotto, una visita al nucleo e al piccolo e accogliente  mercatino… ed ecco giunta ormai l’ora del rientro con nel cuore la gioia e la pienezza che queste ore vissute insieme e nella natura ci hanno regalato.

25.06.2018 – Alpe di Neggia, cima del Gambarogno, Indemini
Una giornata prettamente estiva ci accoglie sulle meravigliose montagne del Gambarogno. Partendo dall’Alpe di Neggia e salendo lungo un sentiero a tratti sassoso, raggiungiamo la cima del Monte di Gambarogno. Uno spettacolo mozzafiato osservare il panorama a 360 gradi! Uno scenario fatto di colori azzurro con la vasta distesa delle acque del lago Maggiore in sintonia perfetta con il cielo turchino. Il susseguirsi dei villaggi e delle città che circondano il lago, con i boschi sovrastanti, a tratti interrotti da spiazzi verdi con delle piccole casupole che ricordano memorie di un tempo lontano, rendono il tutto una danza armoniosa. Rimaniamo parecchio tempo lassù ad ammirare questo dono del Cielo. E a qualcuno dispiace davvero scendere! E poi in così bella compagnia! Ma ormai la Vita chiama altrove e con gratitudine e nel cuore il ricordo di questo particolare momento riprendiamo il sentiero in discesa passando dall’Alpe Cedullo e dalla chiesetta di Sant’Anna, dove il bus che ci attende non ci permette di fermarci. Però ci proponiamo di ritornate ad ammirare questi angoli di mondo davvero speciali.

18.05.2018 – Da Loco a Intragna
Una splendida giornata di sole con un cielo turchino ci accompagna lungo la mulattiera che da Loco porta a Intragna. Un sentiero ricco di storia, che una partecipante ci racconta. L’antica mulattiera chiamata “Via delle Vose”, iscritta nell’inventario delle vie di comunicazione storiche della Svizzera, era la via usata dai contadini della Valle Onsernone per recarsi al fondovalle fino al porto di Ascona e al mercato di Locarno. Questa permetteva gli scambi commerciali: gli onsernonesi esportavano manufatti in paglia destinati ai mercati europei e importavano cereali e sale per il sostentamento quotidiano. Scendendo da Loco e arrivando a Niva abbiamo la possibilità di visitare l’oratorio dedicato a San Giovanni Nepomuceno, protettore di chi attraversa i fiumi e lavora vicino ai fiumi. Poco distante in un antico rustico , vediamo, attraverso un’ampia apertura, un grande torchio a leva(1596) per pigiare l’uva, segno che in questa zona soleggiata la coltivazione della vite era un’attività molto importante. Lungo la mulattiera incontriamo pure numerose cappelle a portico con panchine in sasso, dove le donne con i loro pesanti carichi si riposavano e si riparavano dalla pioggia. A Vosa, proprio a lato della mulattiera si trova una cappella costruita sopra una sorgente che riversa le sue acque in un piccolo lavatoio. Dopo il nucleo di Vosa nel 1901 un gruppo di benefattori ha edificato un oratorio dedicato alla Madonna del Buon Consiglio, con accanto una cappella raffigurante uno scheletro che cammina, un monito per essere sempre pronti al grande passaggio. Interessante è osservare i muri a secco, quelli ancora costruiti dai valligiani, talvolta anche coperti di un soffice muschio e quelli ricostruiti ultimamente. Bello è pure il selciato di sassi ricco di tanta memoria. Nel bosco predominano alberi di castagno, un nutrimento base per le popolazioni delle valli. Interessante è la vecchia scuola situata sopra il villaggio di Intragna che visitiamo grazie alla cortese disponibilità dell’attuale proprietario. Una partecipante ha condiviso con noi la storia della maestra di allora, una donna molto aperta che si era avvicinata al metodo Montessori per poi attuarlo nella sua classe. Arrivate a Intragna visitiamo brevemente il bellissimo portico del museo e solo in parte il campanile, ripromettendoci di ritornare un’altra volta. Il signore che ci fa da guida ci fornisce però tante interessanti informazioni inerenti alla storia del campanile, il più alto del Ticino con i suoi 65 meri, e della campana. E dopo una giornata molto arricchente per tutte noi ritorniamo con la Centovallina.

26.03.2018 – Tenero, Locarno, Parco delle camelie, foce della Maggia
Il punto di avvio per questa gita è la stazione di Tenero. Da qui partiamo per raggiungere il lago e percorrere poi la strada pedonale e ciclabile che lo costeggia. Una bella passeggiata tranquilla godendo le bellezze che la natura in questo tempo di inizio primavera ci dona. Passo dopo passo giungiamo al Parco delle Camelie con le sue 850 varietà di camelie. Sembra incredibile che in uno spazio del genere ci siano tante ricchezze da scoprire. Infatti recentemente il parco ha ricevuto il premio Gardens of Exellence della Società internazionale della Camelia e fa parte della Gardens of Switzerland, che riunisce i più bei giardini della Confederazione. Dopo una pausa per il pranzo, gustato su un muro costruito in blocchi di granito situato in un bel punto panoramico che ci permette di ammirare il lago e la zona circostante, ci prendiamo il tempo per ammirare le molteplici camelie e i dettagli paesaggistici creati all’interno del parco. È davvero un’oasi di pace questo luogo! Riprendiamo poi cammino per raggiungere il Delta della Maggia, dove arrivano le acque del fiume Maggia, uno dei pochi fiumi in Svizzera ad avere un corso prevalentemente naturale e libero, e della Melezza con i loro relativi affluenti. Al momento attuale le acque sommergono gran parte della sabbia depositata al suolo. Anche qui un bel panorama si apre all’orizzonte. Dopo una pausa con vari commenti inerenti al cambiamento negli anni del Delta, riprendiamo il cammino costeggiando il fiume fino al Parco Robinson e a un ristorante nelle vicinanze, dove condividiamo l’ultimo momento di una giornata vissuta con il piacere e la gioia di camminare insieme condividendo emozioni e sentimenti.

02.02.2018 – Da Tegna a Golino e ritorno su sentieri diversi
Accompagnate da una bella giornata di sole e guidate da una partecipante che conosce i luoghi scopriamo un bel sentiero pianeggiante immerso nella natura che costeggia il fiume Melezza. Dal campo di calcio di Tegna partiamo addentrandoci in un bel bosco con varie qualità di alberi. Raggiungiamo poi una passerella e attraversiamo il fiume. Lungo questo tratto costeggiamo un campeggio e la zona Zandone, progettata in modo che una lunga costruzione dividesse la zona industriale dalla zona tranquilla lungo il fiume. Continuando arriviamo sotto il piccolo villaggio di Golino, ancora immenso nell’ombra essendo senza sole per alcuni mesi invernali. Così, con nel cuore il desiderio di ritrovare il sole andiamo alla sua ricerca attraversando il maestoso Ponte dei Cavalli con la tipica grande casa, che una volta doveva essere un ristorante. Scendendo sulla sponda sinistra del fiume, troviamo un posto ideale per uno spuntino di mezzogiorno, accarezzate dalla tiepidezza del sole invernale. E così, passo dopo passo arriviamo a Tegna e poi a Ponte Brolla, dove ci godiamo una bevanda calda, indugiando ancora un po’ in quel nostro piacere di stare insieme e cercando posti belli da visitare per i mesi successivi.

2017

27.10.2017 Gita storico-culturale a Cevio
Una giornata con un tempo pazzerello ci accompagna alla visita dei grotti di Cevio. Un’escursione interessante che ci permette di addentrarci maggiormente in un aspetto della realtà contadina ormai scomparsa. A Cevio vecchio ai piedi del versante destro della valle, appena sopra il Museo, giace un deposito di una grande frana causata dal crollo della parte rocciosa situata circa 300 metri più in alto. Fra questi grandi blocchi, su una superficie di circa due ettari, furono scavate oltre sessanta cantine che formano il nucleo dei grotti. Una rete di sentieri ci permette di visitare queste cantine, talvolta molto profonde, che fungevano da frigo per conservare prodotti quali formaggio, vino, patate… Interessante è osservare il sistema di ventilazione interna, che permette di mantenere una temperatura costante di 10-12 gradi. Questi grotti sono spesso accompagnati da uno spazio esterno pianeggiante su cui venivano posizionati sedili e tavoli in pietra che offrivano momenti di riposo, di allegria e l’occasione di gustare il frutto del proprio lavoro. Certi spazi venivano lasciati vuoti per avere un po’ di terreno su cui falciare il fieno. Interessante è osservare un blocco gigantesco di 10'000 m3 che nasconde tre cantine e serve da protezione a tre costruzioni rurali. Nel pomeriggio visitiamo l’esposizione inerente alla riserva forestale della valle di Lodano, promossa dal Patriziato di Lodano nel 2010 e che persegue obiettivi naturalistici (salvaguardare l’evoluzione naturale del bosco in senso ampio) e ricreativi (valorizzare un’area di notevoli contenuti naturalistici e favorire la sensibilizzazione ai valori della natura e dell’educazione ambientale). Visitando la mostra ci avviciniamo maggiormente ai contenuti profondi legati a questo paesaggio così ricco di aspetti naturalistici e di interessanti testimonianze umane. Infine visitiamo pure il museo permanente ricco anch’esso di storia e testimonianze umane. Dopo questa giornata intensa e ricca di sorprese ci siamo salutiamo con un presto arrivederci alla prossima gita.

16.10.2017 Someo – Lodano – Moghegno
Una splendida giornata di sole accompagna il nostro percorso iniziato nel nucleo del villaggio di Someo, del quale abbiamo scoperto le caratteristiche. Ci inoltriamo poi nel bosco sottostante e un sentiero ci porta a una lunga passerella in ferro che attraversa il fiume e la zona golenale adiacente in tutta la sua ampiezza. È interessante osservare le nostre ombre riflesse sulla sabbia e nell’acqua.Una volta giunte sulla sponda destra del fiume rimaniamo subito incantate dai nuclei abitativi ristrutturati quasi tutti rispettando i materiali primari (rustici e stalle in sasso naturale, muretti in pietra, fontane), angoli veramente molto accoglienti e piacevoli da ammirare, che testimoniano come la civiltà contadina abbia saputo plasmare il territorio. Lungo il sentiero che costeggia il fiume osserviamo uno dei paesaggi alluvionali più selvaggi della Svizzera. Un territorio affascinante, dove nei periodi di forte piena il fiume può aumentare la sua portata fino a 7000 volte. Questo ha permesso la creazione di diversi ambienti di elevato valore paesaggistico e naturalistico. La coesistenza tra paesaggio naturale e paesaggio agricolo permette la creazione di una ricchezza di ambienti e di specie molto elevata, tanto che questa zona figura nell’inventario dei paesaggi e dei monumenti naturali di importanza nazionale, così pure la zona golenale, che è considerata tra le nove zone golenali più importanti a livello internazionale. Giunte a Lodano nella zona dei Ronchi ci fermiamo ad ammirare gli ampi vigneti e una minuscola cappella nella roccia (Capèla del Capelàn) costruita nel 1800, quando gli abitanti del villaggio si spostavano qui a causa del proliferare delle zanzare nella campagna resa umida dalle alluvioni. La curiosità che ci accompagna sempre ci porta a scoprire un po’ il nucleo di Lodano, la piazza con la fontana e la chiesa. Durante l’ultimo tratto di strada tra  Lodano e Moghegno osserviamo ancora delle testimonianze della vita contadina: rustici, vigneti, cappelle e innumerevoli alberi di castagne. Dopo una giornata molto ricca sotto tanti punti di vista (da sottolineare anche l’aspetto relazionale che si consolida di volta in volta) ci lasciamo con la gioia per aver vissuto una bella giornata insieme.

27.11.2017 – Da Lugano stazione a Gandria e ritorno
La gita inizia alla stazione di Lugano. Da lì scendiamo verso la Cattedrale, che visitiamo avendo la fortuna di avere con noi una partecipante che funge da guida. Una splendida giornata di sole con clima mite, un vero regalo dal Cielo, ci accompagna lungo il percorso che ci porta al lungolago. Lo costeggiamo attraversando pure lo splendido Parco Ciani fino alla foce del Cassarate. Da qui, seguendo un tratto di strada cantonale e un sentiero accessibile unicamente a pedoni e biciclette, arriviamo a Gandria. Case e orti in riva al lago e un’ampia vista sull’orizzonte con le acque limpide del lago e le montagne a tratti innevate ci accompagnano fino al nucleo del villaggio. Un villaggio caratteristico, fatto di case molto ravvicinate, muri a tratti molto alti e graziosi portici. Insomma un paesino mediterraneo, tanto che ci sembrava di essere in vacanza. Dopo la visita al nucleo con la chiesa ci avviciniamo al porto e, guarda quale curiosa sorpresa, cosa ci aspettava? L’arrivo del battello che ci porta fino a Lugano centro, un altro inaspettato regalo che rende la giornata davvero speciale.

 


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