Camminando insieme

Camminare ci stimola a riflettere sul nostro percorso e con altre donne possiamo condividere l’esperienza del momento, evocare ricordi di altri tracciati, fantasticarne di nuovi. Magari guardando con occhi diversi le cose del mondo. Camminare insieme, oltre a ritemprare il corpo e rigenerare lo spirito, ci permette riflettere assieme  a temi che ci riguardano non solo individualmente ma anche in un pensiero intergenerazionale e multiculturale. Cammin facendo ci scambiamo in merito ai progetti di AvaEva, ci lasciamo incuriosire e stimolare.

Sono previste uscite periodiche, prevalentemente nelle zone del medio Ticino. Le gite si svolgono sull’arco di tutta la giornata, su percorsi senza difficoltà, rispettando il ritmo delle partecipanti. Gli spostamenti verso il luogo di partenza si effettuano con mezzi pubblici o privati. Solitamente si pranza al sacco. Si parte con qualsiasi tempo (in caso di maltempo il percorso sarà modificato) e occorre calzare scarpe adatte ai sentieri naturali.

Le nuove partecipanti sono benvenute. Le gite vengono annunciate nel sito e tramite la newsletter di AvaEva, e ci si iscrive di volta in volta.

 

  • Informazioni e iscrizioni
    Renata Ferrari, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., tel. 091 224 87 52, cell. 079 303 44 01

 

Prossimamente 

Le nuove date saranno comunicate a fine estate


Camminate precedenti

2018

25.06.2018 – Alpe di Neggia, cima del Gambarogno, Indemini

Una giornata prettamente estiva ci accoglie sulle meravigliose montagne del Gambarogno. Partendo dall’Alpe di Neggia e salendo lungo un sentiero a tratti sassoso, raggiungiamo la cima del Monte di Gambarogno. Uno spettacolo mozzafiato osservare il panorama a 360 gradi! Uno scenario fatto di colori azzurro con la vasta distesa delle acque del lago Maggiore in sintonia perfetta con il cielo turchino. Il susseguirsi dei villaggi e delle città che circondano il lago, con i boschi sovrastanti, a tratti interrotti da spiazzi verdi con delle piccole casupole che ricordano memorie di un tempo lontano, rendono il tutto una danza armoniosa. Rimaniamo parecchio tempo lassù ad ammirare questo dono del Cielo. E a qualcuno dispiace davvero scendere! E poi in così bella compagnia! Ma ormai la Vita chiama altrove e con gratitudine e nel cuore il ricordo di questo particolare momento riprendiamo il sentiero in discesa passando dall’Alpe Cedullo e dalla chiesetta di Sant’Anna, dove il bus che ci attende non ci permette di fermarci. Però ci proponiamo di ritornate ad ammirare questi angoli di mondo davvero speciali.

18.05.2018 – Da Loco a Intragna

Una splendida giornata di sole con un cielo turchino ci accompagna lungo la mulattiera che da Loco porta a Intragna. Un sentiero ricco di storia, che una partecipante ci racconta. L’antica mulattiera chiamata “Via delle Vose”, iscritta nell’inventario delle vie di comunicazione storiche della Svizzera, era la via usata dai contadini della Valle Onsernone per recarsi al fondovalle fino al porto di Ascona e al mercato di Locarno. Questa permetteva gli scambi commerciali: gli onsernonesi esportavano manufatti in paglia destinati ai mercati europei e importavano cereali e sale per il sostentamento quotidiano. Scendendo da Loco e arrivando a Niva abbiamo la possibilità di visitare l’oratorio dedicato a San Giovanni Nepomuceno, protettore di chi attraversa i fiumi e lavora vicino ai fiumi. Poco distante in un antico rustico , vediamo, attraverso un’ampia apertura, un grande torchio a leva(1596) per pigiare l’uva, segno che in questa zona soleggiata la coltivazione della vite era un’attività molto importante. Lungo la mulattiera incontriamo pure numerose cappelle a portico con panchine in sasso, dove le donne con i loro pesanti carichi si riposavano e si riparavano dalla pioggia. A Vosa, proprio a lato della mulattiera si trova una cappella costruita sopra una sorgente che riversa le sue acque in un piccolo lavatoio. Dopo il nucleo di Vosa nel 1901 un gruppo di benefattori ha edificato un oratorio dedicato alla Madonna del Buon Consiglio, con accanto una cappella raffigurante uno scheletro che cammina, un monito per essere sempre pronti al grande passaggio. Interessante è osservare i muri a secco, quelli ancora costruiti dai valligiani, talvolta anche coperti di un soffice muschio e quelli ricostruiti ultimamente. Bello è pure il selciato di sassi ricco di tanta memoria. Nel bosco predominano alberi di castagno, un nutrimento base per le popolazioni delle valli. Interessante è la vecchia scuola situata sopra il villaggio di Intragna che visitiamo grazie alla cortese disponibilità dell’attuale proprietario. Una partecipante ha condiviso con noi la storia della maestra di allora, una donna molto aperta che si era avvicinata al metodo Montessori per poi attuarlo nella sua classe. Arrivate a Intragna visitiamo brevemente il bellissimo portico del museo e solo in parte il campanile, ripromettendoci di ritornare un’altra volta. Il signore che ci fa da guida ci fornisce però tante interessanti informazioni inerenti alla storia del campanile, il più alto del Ticino con i suoi 65 meri, e della campana. E dopo una giornata molto arricchente per tutte noi ritorniamo con la Centovallina.

26.03.2018 – Tenero, Locarno, Parco delle camelie, foce della Maggia

Il punto di avvio per questa gita è la stazione di Tenero. Da qui partiamo per raggiungere il lago e percorrere poi la strada pedonale e ciclabile che lo costeggia. Una bella passeggiata tranquilla godendo le bellezze che la natura in questo tempo di inizio primavera ci dona. Passo dopo passo giungiamo al Parco delle Camelie con le sue 850 varietà di camelie. Sembra incredibile che in uno spazio del genere ci siano tante ricchezze da scoprire. Infatti recentemente il parco ha ricevuto il premio Gardens of Exellence della Società internazionale della Camelia e fa parte della Gardens of Switzerland, che riunisce i più bei giardini della Confederazione. Dopo una pausa per il pranzo, gustato su un muro costruito in blocchi di granito situato in un bel punto panoramico che ci permette di ammirare il lago e la zona circostante, ci prendiamo il tempo per ammirare le molteplici camelie e i dettagli paesaggistici creati all’interno del parco. È davvero un’oasi di pace questo luogo! Riprendiamo poi cammino per raggiungere il Delta della Maggia, dove arrivano le acque del fiume Maggia, uno dei pochi fiumi in Svizzera ad avere un corso prevalentemente naturale e libero, e della Melezza con i loro relativi affluenti. Al momento attuale le acque sommergono gran parte della sabbia depositata al suolo. Anche qui un bel panorama si apre all’orizzonte. Dopo una pausa con vari commenti inerenti al cambiamento negli anni del Delta, riprendiamo il cammino costeggiando il fiume fino al Parco Robinson e a un ristorante nelle vicinanze, dove condividiamo l’ultimo momento di una giornata vissuta con il piacere e la gioia di camminare insieme condividendo emozioni e sentimenti.

02.02.2018 – Da Tegna a Golino e ritorno su sentieri diversi

Accompagnate da una bella giornata di sole e guidate da una partecipante che conosce i luoghi scopriamo un bel sentiero pianeggiante immerso nella natura che costeggia il fiume Melezza. Dal campo di calcio di Tegna partiamo addentrandoci in un bel bosco con varie qualità di alberi. Raggiungiamo poi una passerella e attraversiamo il fiume. Lungo questo tratto costeggiamo un campeggio e la zona Zandone, progettata in modo che una lunga costruzione dividesse la zona industriale dalla zona tranquilla lungo il fiume. Continuando arriviamo sotto il piccolo villaggio di Golino, ancora immenso nell’ombra essendo senza sole per alcuni mesi invernali. Così, con nel cuore il desiderio di ritrovare il sole andiamo alla sua ricerca attraversando il maestoso Ponte dei Cavalli con la tipica grande casa, che una volta doveva essere un ristorante. Scendendo sulla sponda sinistra del fiume, troviamo un posto ideale per uno spuntino di mezzogiorno, accarezzate dalla tiepidezza del sole invernale. E così, passo dopo passo arriviamo a Tegna e poi a Ponte Brolla, dove ci godiamo una bevanda calda, indugiando ancora un po’ in quel nostro piacere di stare insieme e cercando posti belli da visitare per i mesi successivi.

2017

27.10.2017 Gita storico-culturale a Cevio

Una giornata con un tempo pazzerello ci accompagna alla visita dei grotti di Cevio. Un’escursione interessante che ci permette di addentrarci maggiormente in un aspetto della realtà contadina ormai scomparsa. A Cevio vecchio ai piedi del versante destro della valle, appena sopra il Museo, giace un deposito di una grande frana causata dal crollo della parte rocciosa situata circa 300 metri più in alto. Fra questi grandi blocchi, su una superficie di circa due ettari, furono scavate oltre sessanta cantine che formano il nucleo dei grotti. Una rete di sentieri ci permette di visitare queste cantine, talvolta molto profonde, che fungevano da frigo per conservare prodotti quali formaggio, vino, patate… Interessante è osservare il sistema di ventilazione interna, che permette di mantenere una temperatura costante di 10-12 gradi. Questi grotti sono spesso accompagnati da uno spazio esterno pianeggiante su cui venivano posizionati sedili e tavoli in pietra che offrivano momenti di riposo, di allegria e l’occasione di gustare il frutto del proprio lavoro. Certi spazi venivano lasciati vuoti per avere un po’ di terreno su cui falciare il fieno. Interessante è osservare un blocco gigantesco di 10'000 m3 che nasconde tre cantine e serve da protezione a tre costruzioni rurali. Nel pomeriggio visitiamo l’esposizione inerente alla riserva forestale della valle di Lodano, promossa dal Patriziato di Lodano nel 2010 e che persegue obiettivi naturalistici (salvaguardare l’evoluzione naturale del bosco in senso ampio) e ricreativi (valorizzare un’area di notevoli contenuti naturalistici e favorire la sensibilizzazione ai valori della natura e dell’educazione ambientale). Visitando la mostra ci avviciniamo maggiormente ai contenuti profondi legati a questo paesaggio così ricco di aspetti naturalistici e di interessanti testimonianze umane. Infine visitiamo pure il museo permanente ricco anch’esso di storia e testimonianze umane. Dopo questa giornata intensa e ricca di sorprese ci siamo salutiamo con un presto arrivederci alla prossima gita.

16.10.2017 Someo – Lodano – Moghegno

Una splendida giornata di sole accompagna il nostro percorso iniziato nel nucleo del villaggio di Someo, del quale abbiamo scoperto le caratteristiche. Ci inoltriamo poi nel bosco sottostante e un sentiero ci porta a una lunga passerella in ferro che attraversa il fiume e la zona golenale adiacente in tutta la sua ampiezza. È interessante osservare le nostre ombre riflesse sulla sabbia e nell’acqua.Una volta giunte sulla sponda destra del fiume rimaniamo subito incantate dai nuclei abitativi ristrutturati quasi tutti rispettando i materiali primari (rustici e stalle in sasso naturale, muretti in pietra, fontane), angoli veramente molto accoglienti e piacevoli da ammirare, che testimoniano come la civiltà contadina abbia saputo plasmare il territorio. Lungo il sentiero che costeggia il fiume osserviamo uno dei paesaggi alluvionali più selvaggi della Svizzera. Un territorio affascinante, dove nei periodi di forte piena il fiume può aumentare la sua portata fino a 7000 volte. Questo ha permesso la creazione di diversi ambienti di elevato valore paesaggistico e naturalistico. La coesistenza tra paesaggio naturale e paesaggio agricolo permette la creazione di una ricchezza di ambienti e di specie molto elevata, tanto che questa zona figura nell’inventario dei paesaggi e dei monumenti naturali di importanza nazionale, così pure la zona golenale, che è considerata tra le nove zone golenali più importanti a livello internazionale. Giunte a Lodano nella zona dei Ronchi ci fermiamo ad ammirare gli ampi vigneti e una minuscola cappella nella roccia (Capèla del Capelàn) costruita nel 1800, quando gli abitanti del villaggio si spostavano qui a causa del proliferare delle zanzare nella campagna resa umida dalle alluvioni. La curiosità che ci accompagna sempre ci porta a scoprire un po’ il nucleo di Lodano, la piazza con la fontana e la chiesa. Durante l’ultimo tratto di strada tra  Lodano e Moghegno osserviamo ancora delle testimonianze della vita contadina: rustici, vigneti, cappelle e innumerevoli alberi di castagne. Dopo una giornata molto ricca sotto tanti punti di vista (da sottolineare anche l’aspetto relazionale che si consolida di volta in volta) ci lasciamo con la gioia per aver vissuto una bella giornata insieme.

27.11.2017 – Da Lugano stazione a Gandria e ritorno

La gita inizia alla stazione di Lugano. Da lì scendiamo verso la Cattedrale, che visitiamo avendo la fortuna di avere con noi una partecipante che funge da guida. Una splendida giornata di sole con clima mite, un vero regalo dal Cielo, ci accompagna lungo il percorso che ci porta al lungolago. Lo costeggiamo attraversando pure lo splendido Parco Ciani fino alla foce del Cassarate. Da qui, seguendo un tratto di strada cantonale e un sentiero accessibile unicamente a pedoni e biciclette, arriviamo a Gandria. Case e orti in riva al lago e un’ampia vista sull’orizzonte con le acque limpide del lago e le montagne a tratti innevate ci accompagnano fino al nucleo del villaggio. Un villaggio caratteristico, fatto di case molto ravvicinate, muri a tratti molto alti e graziosi portici. Insomma un paesino mediterraneo, tanto che ci sembrava di essere in vacanza. Dopo la visita al nucleo con la chiesa ci avviciniamo al porto e, guarda quale curiosa sorpresa, cosa ci aspettava? L’arrivo del battello che ci porta fino a Lugano centro, un altro inaspettato regalo che rende la giornata davvero speciale.

 


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