5° Convegno 2017: Reinventarsi nell'anzianità

Sintesi del 5° Convegno di AvaEva

Albergo Pestalozzi, Lugano – 26 ottobre 2017

 

 

Introduzione

Norma Bargetzi, coordinatrice di AvaEva, apre la giornata dando il benvenuto alle presenti ed esprimendo il piacere del ritrovarsi con coloro che già si conoscono e con altre che partecipano per la prima volta. Trasmette i saluti di tante avaeve che per diversi motivi non possono essere presenti.

Il convegno è un tassello importante di AvaEva, un momento per rendere più visibili ma anche per approfondire temi specifici inerenti agli scopi dell’associazione. È un’occasione di arricchimento reciproco, in uno spirito di sorellanza, di condivisone, di curiosità per l’altra, di solidarietà nell’occuparci assieme di temi che ci concernono non solo a livello individuale ma che hanno anche una dimensione a livello collettivo.

Norma Bargetzi ringrazia la fotografa Giosanna Crivelli - che purtroppo non è presente per motivi di salute - per le fotografie che ci ha offerto per il sito. Ringrazia pure l’artista Gabi Fluck per le immagini che ci ha regalato per illustrare diversi momenti di AvaEva.

La “Libreria dietro l’angolo” ha allestito un angolo anche da noi con una scelta di libri inerenti al tema dell’anzianità e della creatività.

Dopo un breve riassunto del percorso fatto dall’inizio nel 2013 come “sorella” del progetto GrossmütterRevolution e il cambiamento avvenuto quest’anno con la costituzione del Movimento AvaEva in associazione autonoma, passa la parola alle membre del Comitato. Romana Camani-Pedrina, Raquel Galli Zirpoli, Frieda Lüscher, Barbara Stämpfli, Regula Stern-Griesser e Anita Testa-Mader si presentano evidenziando la loro motivazione e i progetti nei quali sono attive e che sottolineano gli scopi dell’associazione.

La coordinatrice introduce al tema della giornata: la creatività nell’anzianità. Creatività intesa come capacità di mantenere o riconquistare la flessibilità che ci permette di stare in bilico su un mare mosso di imprevisti per reinventarci quando lutti, cambiamenti fisiologici, precarietà finanziarie e altro sembrano interrompere il flusso dell’energia vitale. Si approfondirà il tema della creatività di donne anziane anche attraverso storie di artiste che hanno realizzato opere importanti nella terza età.

 

Relazioni

  • Dr. phil. Caterina Wolf, psicoterapeuta junghiana:
    Reinventarsi nell’anzianità  > leggi
  • Patrizia Cattaneo, storica dell’arte e direttrice di ARTRUST:
    La maturità coincide con la creatività?
    > leggi > vedi presentazione

 

Sintesi dei colloqui nei gruppi

Nel pomeriggio le partecipanti si sono suddivise in due gruppi per discutere e approfondire tra loro le riflessioni sui temi sollevati dalle due relatrici.

 

Atelier 1 – moderazione Raquel Galli Zirpoli e Romana Camani

L’incontro è iniziato con la presentazione delle 19 partecipanti. Questo primo momento di conoscenza ha anche mostrato quante piccole e grandi occasioni di reinventarsi – talune liete, altre difficili – ognuna di loro aveva già conosciuto nella vita. In seguito, utilizzando i foglietti di carta multicolore e multiforme e i pennarelli disposti sul tavolo, ognuna è stata chiamata a esprimersi in merito al tema della giornata. I foglietti sono poi stati incollati al pannello predisposto e i loro contenuti letti, commentati e condivisi.

Riportiamo di seguito alcune delle riflessioni emerse in riferimento a quanto ciascuna riteneva centrale per sé riguardo al tema della giornata:

L’età da inventare:

  • Viviamo l’età da inventare: la ri-creazione permanente
  • Accettare la propria età come la somma di tutte le età da me vissute
  • Curiosità
  • Avere tanto coraggio

La nostra immagine

  • Si rende necessario poter stanare l’immagine di noi stesse
  • Nel viso c’è tutto il pathos del proprio vissuto

Il trabocchetto delle abitudini

  • Saper rompere con gli schemi e gli stereotipi
  • Essere molto attente alle proprie abitudini e non solo in riferimento alla propria conduzione della vita quotidiana ma anche e soprattutto ai ruoli che ci attribuiscono gli altri e a quelli assunti direttamente da noi stesse

Gratitudine, benevolenza

  • Essere grati a sé e agli altri
  • Siamo ricche quindi vogliamoci bene
  • Sono stata colpita dall’affetto, dal tanto affetto che girava oggi
  • La condivisione contribuisce a mantenerci bene

Vivere in modo ludico

  • Spero di giocare con noi, con i bambini e anche con il mondo

Plasticità del cervello

  • Ho scoperto (a differenza della mia convinzione) che la flessibilità del cervello aumenta con l’invecchiamento

 

Atelier 2 – moderazione Anita Testa-Mader e Barbara Stämpfli

Le ca. 20 partecipanti si sono espresse in merito a quanto più le aveva colpite nelle relazioni, facendo riferimento a situazioni della propria vita passata o a momenti del presente.

Immagini positive:

  • i nipoti ti ri-proiettano nella scuola, nello sport, nel mondo - ti rimetti in gioco senza dimenticare la tua esperienza
  • è un periodo del vivere senza impegni, ci rinnoviamo anche ascoltando le giovani donne piene di voglia di vivere
  • nella casa di noi donne c'è una vita, ci sono tante vite - ora è il momento di disinibirsi, dire basta ai pregiudizi, affrontare le abitudini
  • pensionata; mi sembrava di essere pronta - invece i primi mesi ero disperata, ma mi sono ricreata, ho trovato degli spazi miei; non sapevo come usare il tempo, da due anni ho riscoperto la natura e ho imparato a re-inventarmi
  • per invecchiare e per reinventarsi ci vuole coraggio; nel nostro percorso si incontrano imprevisti con i quali dobbiamo confrontarci - ne vale la pena
  • il tempo si è ristretto ma ho scoperto la libertà e la creatività
  • riscoprire la sessualità: molte si sono rassegnate, ma non è mai troppo tardi

Immagini negative:

  • paura della malattia
  • maggior carico di cura (genitori - nipoti)
  • paura della solitudine
  • paura di non farcela
  • resta poco tempo per progettare

Ogni partecipante ha scelto un termine o una frase che è poi stata scritta su un foglietto. Alla fine queste “nuvolette” sono state incollate su un pannello.

 

In conclusione…

La giornata si chiude con un momento di particolare condivisione attraverso alcune danze in cerchio proposteci da Evelina Baranzini.

“La danza esprime sentimenti di gioia e viene praticata in occasioni felici, soprattutto matrimoni, ma anche nascite e giornate di raccolta.”

Le ultime danze, legate ai fiori di Bach sono accompagnate da due testi:

 

Sweet chestnut ( castagna)

(la danza alternava i dondolii piegate a terra coi dondolii con le braccia in alto)

Aiuta a passare dalla disperazione alla speranza, il messaggio è:

 

“Io credo nella vita 

chiedo l’aiuto di cui ho bisogno

esco dal buio, vado nella luce

mi apro ai cambiamenti e alla crescita.”

 

Elm ( olmo)

( la danza delle donne della Lettonia con i dondolii a spirale nella terra a ritrovare le radici)

Aiuta a superare l’ansia da sovraccarico di responsabilità:

 

“Ho fiducia totale 

rinuncio a essere perfezionista

sono responsabile solo delle cose che scelgo

ho l’aiuto di cui ho bisogno

rinuncio al dover fare tutto.”

 

Connesse attraverso la partecipazione a progetti in corso, l’idea di qualcosa di nuovo che potrebbe nascere, o anche solo attraverso lo scambio di indirizzi, ci si accomiata, confidando nel seguito di questa giornata.